Home » Produrre batterie al litio in Italia: il progetto SouthVolt

SouthVolt è il nome della fabbrica per la produzione di batterie al litio che potrebbe presto nascere nel Sud Italia a imitazione della svedese NorthVolt. Stiamo parlando di un progetto di filiera 100% italiana che seguirebbe la vita della batteria litio dalla produzione della materia prima, il litio appunto, al recupero degli accumulatori una volta giunti a fine vita. Il progetto è nato da un’idea dell’imprenditore Gianfranco Pizzuto, che ha proposto al Ministero per lo Sviluppo economico il recupero dello stabilimento siciliano di Termini Imerese.
Secondo Pizzuto, opportunamente collegato con le saline presenti nel Trapanese, l’area siciliana potrebbe trasformarsi in un polo tecnologico industriale per la produzione di batterie al litio, facendo decantare in vasche supplementari la salamoia per generare questo elemento, raffinato.

Sale e acqua per produrre celle al litio: un’opportunità italiana

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Gianfranco Pizzuto, Jaguar Italy EV Brand Ambassador

Sfruttando materie prime naturali e producendo litio in un processo a impatto zero, il progetto appare economicamente fattibile, all’insegna della sostenibilità ambientale, e rappresenta una leva enorme per l’economia locale. Una filiera, quindi, pienamente rispondente ai principi dell’economia circolare.

“Ho proposto di creare una filiera al 100% made in Sicilia, dall’estrazione e produzione del litio fino alla mobilità elettrica – ha dichiarato l’imprenditore attivo in molteplici attività internazionali riguardanti l’emobility – Si potrebbero gettare le basi con Northvolt per creare Southvolt. In loco c’è già una struttura dismessa, ovvero lo stabilimento Fiat di Termini Imerese; c’è anche l’infrastruttura logistica, con il porto attiguo”.

Cos’ è Northvolt: progetto europeo di produzione batterie

A premessa, dobbiamo spiegare cos’è NorthVolt. Non tutti conoscono infatti la start-up svedese che, nel 2017, ha ottenuto finanziamenti per costruire la prima factory europea per la produzione di batterie per auto al litio. Ispirandosi ai principi della green economy e della sostenibilità ambientale, NorthVolt si è posta l’obiettivo di creare la batteria più sostenibile ed efficiente e di generare litio attraverso l’uso di energia pulita. Nel progetto, le celle sono prodotte solo con materiali riciclabili al 100%, facendo a meno dell’utilizzo di terre rare come il cobalto.

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Il progetto svedese NorthVolt per la produzione di batterie al litio

Dove va il mercato della produzione di batterie e celle di litio

Il mercato della produzione di celle è oggi in mano a Cina, Corea del Sud, Giappone e USA. In Europa e in Italia si assemblano batterie al litio ma non si producono ancora celle. In Italia, poi, le aziende che operano nel settore non sono molte, anche se sono in aumento. Non dimentichiamoci che il mercato della produzione di pacchi batterie non riguarda solo la mobilità elettrica: serviranno sempre più accumulatori di energia per catturare i Kw in eccesso ad esempio da impianti di energia rinnovabile.

Da dove si deve partire per produrre batterie e veicoli elettrici in Italia?

Per qualsiasi progetto è sempre fondamentale partire dalla batteria, dall’accumulatore di energia acquisendo la necessaria competenza. La qualità di un’auto elettrica si misura proprio sulla batteria e non sul motore elettrico. Per fare un paragone, è come se con un’auto tradizionale ci si concentrasse sul serbatoio anziché sul motore.

Poi è una conseguenza di azioni: per esempio, nel progetto che avevo sottoposto a FCA della Fulvia coupé elettrica, l’avevo concepita con una batteria relativamente piccola ma dall’elevata efficienza energetica, per privilegiare la leggerezza del veicolo (stando quindi sotto i 1500 kg) per esaltare le doti di guidabilità, favorita anche dal baricentro piuttosto basso. Quindi, il telaio era pensato in alluminio e così pure lo space frame, dove è alloggiata la batteria in modalità flottante, in modo che a seconda del tipo di guida fosse possibile spostare lievemente il peso per avere una guida sovra o sotto sterzante per rispondere alle esigenze dell’automobilista. Una possibilità impensabile con un motore endotermico.

Quali sono le opportunità tecnologiche offerte dalla mobilità elettrica?

Oggi arrivare a presentare un prototipo costa decisamente meno di 10 anni fa. Quindi dal punto economico è fattibile. Se parliamo di tecnologia, oggi ci sono innumerevoli opportunità. I limiti reali non ci sono, i veri ostacoli sono piuttosto mentali, anche a livello di infrastrutture di ricarica. Sempre guardando a un decennio fa, in Europa non c’era una sola presa, se non quella di casa propria. Grazie alle app oggi c’è un’infinità possibilità di trovarne una, magari abbinata a un hotel, un ristorante o a un centro commerciale. Anche in Italia si sta diffondendo, sebbene ci sia ancora una titubanza da parte del potenziale acquirente, più propenso all’acquisto di un’ibrida piuttosto che una full electric. Resta sempre la paura di non poter ricaricare una volta oltrepassata una certa distanza. A questi rispondo che se riuscivo a muovermi un decennio fa, oggi non c’è problema.

Quali opportunità per il settore dell’elettronica?

Ancora una volta il consiglio è: puntate alla batteria. Tutto quello che ruota intorno è essenziale. In sé, la batteria è “stupida”, ma l’elettronica di controllo, di sorveglianza, di potenza, il BMS (Battery mangement system) e il TMS (Thermal management system) hanno bisogno di tantissima elettronica ed è lì che si apre un mondo enorme.

Si passerà dalla e-mobility alla smart mobility. Ciò che manca oggi è l’integrazione di intelligenza. L’unica azienda che ci sta arrivando vicina è Tesla, perché è nata senza retaggi dal mondo automobilistico tradizionale. Anche in questo caso si aprono opportunità pressoché infinite per chi volesse investire nel settore.

A che punto siamo oggi con la tecnologia delle batterie per i veicoli elettrici?

Negli ultimi 5 anni, grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo, è stata raddoppiata la densità energetica delle celle. Se prima in un’auto si poteva montare 40 kWh di batteria, oggi, nello stesso spazio, se ne può montare 80 kWh. In km significa passare da 250 km a 500 km di autonomia per una sola batteria. Il che in futuro potrebbe portare ad avere autonomie di 800-1000 km…